(Punta Secca di Capraia, Architiello di Capraia, Grottone di Capraia, Fondali di Crepaccio)
Disabitate e incontaminate, Capraia e Crepaccio mete romantiche e selvaggie.
L’isola di Capraia, anche chiamata Caprara o Capperaia, è per superficie la quarta isola pugliese e la seconda dell’arcipelago tremitese. Completamente disabitata, l’isola dista 350 metri da San Nicola, 1.450 metri da San Domino e 900 metri dal Cretaccio. L’isola è prevalentemente rocciosa, con una vegetazione rada e bassa fatta di cardi, artemisia, menubi, macchia di lentisco e capperi, da cui l’isola prende il suo nome.
La parte di costa rivolta verso nord è alta, mentre il versante sud degrada dolcemente verso il mare. con una serie di piccole insenature molto frastagliate, dove l’acqua assume colori diversi a seconda della vegetazione presente.
All’estremità nord-est si protende la sottile penisola di Punta Secca sul cui istmo sorge il famoso faro che si accende automaticamente all’imbrunire e si spegne con la luce solare.
Lungo la costa, caratterizzata da rocce granitiche dai colori più variegati, si incontrano caratteristici archi in roccia, detti “architielli”.

Tra San Domino e San Nicola si trova invece la piccolissima isola di Crepaccio, brulla e argillosa, grande poco più di uno scoglio, e completamente disabitata, ma molte barche attraccano intorno a queste coste per fare il bagno nelle trasparenti acque o immergersi in fantastiche immersioni nei fondali dell’isolotto che, quasi per caso, sembra essere spuntato tra le due più grandi e conosciute isole di San Domino e San Nicola. Grazie alla limpidezza di queste acque, nei fondali che circondano Crepaccio si possono osservare spugne colorate, anellidi dai variopinti tentacoli, stelle marine, particolari anemoni e la gorgonia rossa. Se sarete fortunati potrete avvistare delfini e tartarughe marine! Anche l’Isola di Crepaccio fa parte della Riserva Marina delle Isole Tremiti per preservare la bellezza delle popolate acque del Gargano.